Si leggono ogni giorno articoli online o su diverse testate riguardanti presunte “diete”.
Ma che cosa significa la parola “dieta”? Oggi si considera solo sinonimo di “piano alimentare”, mentre in origine la parola, derivante dal greco δίαιτα, aveva il significato di “stile di vita”. In quest’ultimo si inseriscono, oltre all’alimentazione, anche altri aspetti riguardanti lo stile di vita in senso generale, come l’assenza di vizi potenzialmente pericolosi per la salute e la presenza di un’adeguata attività fisica e dei tempi corretti di riposo e di recupero.
Non può esistere una “dieta magica” o “dell’ultimo minuto”, ricercata spesso solo per finalità estetiche: va impostato un percorso elaborato e ben strutturato che comprende anche altri aspetti e che va a lavorare in generale sulle norme di vita della persona.

L’elaborazione di un piano nutrizionale va impostata sulla base delle necessità specifiche del singolo paziente, determinabili solo ed esclusivamente attraverso una visita medica. Il piano formulato non ha poi l’unico scopo di far rientrare il peso corporeo nei corretti valori, bensì quello di sostenere e migliorare lo stato di benessere generale.
Quando una “dieta” ben impostata funziona, alla visita di controllo saranno frequenti da parte del paziente commenti relativi al miglioramento del proprio benessere (energia, funzione digestiva, qualità del sonno e molto altro). Questo riscontro risulta necessario ed estremamente importante.

Diversamente, una “dieta” intesa come mero piano alimentare basato sul conteggio delle calorie non si può rivelare sufficiente – o, peggio, potrebbe risultare squilibrata e potenzialmente dannosa. Solamente un professionista della salute può conoscere i fabbisogni specifici necessari da introdurre con l’alimentazione: è sempre bene informarsi sui titoli professionali da possedere obbligatoriamente per poter lavorare nell’ambito della nutrizione.