Con grande piacere scelgo autonomamente di recensire il libro da poco edito intitolato “Medicina da mangiare” e scritto da Franco Berrino, con il contributo di Simonetta Barcella e Silvia Petruzzelli.

Il testo si offre alla lettura di tutti ed è in grado di condurre il lettore in modo chiaro all’interno di concetti complessi, riguardanti la fisiologia umana e il rapporto tra alimentazione e salute. Senza cadere in tecnicismi – poiché si può pensare che non sia questo lo scopo per il quale il testo è nato – l’Autore sa dipanare con maestria e competenza professionale lunghe matasse concettuali e si inserisce fluidamente nella trattazione del rapporto tra nutrizione e stato di salute, così come del tipo di dieta indicata in svariate condizioni fisiologiche e patologiche.

Vengono presi in rassegna, all’interno di una sezione denominata “Alimentazione curativa“, patologie oncologiche, malattie infiammatorie dell’intestino, sindrome metabolica, obesità, diabete, disturbi del sonno, endometriosi, fibromialgia, cefalea, anemia e malattie del sangue, patologie autoimmuni, malattie croniche neurodegenerative, insufficienza renale; e poi maternità in salute, cibo per la famiglia, dieta per lo sportivo e per il viaggio.
Il plauso deve andare, oltre che all’intento di completezza di una rassegna che tocca la quasi totalità delle condizioni ritrovabili in un ambulatorio di Nutrizione, alla capacità di chiarezza della trattazione.

Il dottor Berrino riesce a sfatare, dati alla mano, alcune false credenze presenti nell’immaginario collettivo. Inoltre propone nel contesto di ogni capitolo una lista di ricette sane e sfiziose, utili per far avvicinare il lettore in modo pratico e graduale all’interno di un concetto di cucina improntato al sostegno della Salute.

Il testo ci porta a comprendere come quello della “sana alimentazione” debba essere un percorso da intraprendere non momentaneamente, non in modo finalizzato alla risoluzione di un problema attuale più o meno grave, bensì a favore di una maggior consapevolezza del vivere, del proprio corpo e – in ultima analisi – anche di se stessi.
Come l’Autore stesso ricorda nella presentazione del suo libro, «La malattia è un segno che il corpo (o la mente, o entrambi) ci manda per farci capire che così non va, che bisogna cambiare, cambiare vita, non solo cibo. La “Medicina da mangiare” non è per far passare il sintomo, è per rivoluzionare la propria vita. Non prescriviamo dei menù, cosa mangiare il lunedì, il martedì, ecc. Suggeriamo che chi è in difficoltà si impegni, studi, capisca, cambi la sua vita. Per sempre!».

Di reale interesse risulta anche l’analisi del cibo proposta dall’Autore per mezzo di concetti propri della Medicina Tradizionale Cinese, che porta a suddividere gli alimenti in “Cibi Yin” e “Cibi Yang” – grazie a cui, con precisi riferimenti energetici, viene impostato l’approccio definito come dieta “Macro-Mediterranea”. Il testo è seguito inoltre da una breve appendice che descrive “gli organi energetici secondo la Medicina Tradizionale Cinese”, aiutando chi è digiuno di tali concetti a cogliere alcune sfumature di una materia estremamente antica e complessa.

Su quali ingredienti si potrebbe basare, quindi, un’alimentazione improntata alla Salute? Ecco la lista: cereali integrali, legumi, frutta e verdura di stagione, frutta secca e semi oleaginosi, malto di cereali, oli vegetali spremuti a freddo, sale marino integrale. E poi complementi spesso sconosciuti come alghe, miso, tamari, shoyu, kuzu, umeboshi, aceto di mele o di riso e funghi, vari tipi di tè, germogli.

Senza dubbio un primo passo essenziale si rivela quello di evitare il consumo di alimenti industriali, raffinati, ad elevato indice glicemico, conservati, trattati, in tutte le età della vita. Perché«togliere quel che fa male è più importante che aggiungere quel che fa bene».

Certamente consiglio la lettura di questo libro a tutti i miei Pazienti – così come a tutti i Colleghi che volessero iniziare ad entrare nelle righe di un argomento articolato come quello dell’alimentazione, da studiare e comprendere per poter sostenere i propri assistiti in modo ancora più completo.

Concludo citando una filastrocca riportata nel libro, la “Filastrocca della tavola felice“: per non dimenticare che il cibo non è solo carburante, ma anche dono. Forse, in una società che elogia la frenesia e la produttività, va ritrovato un tempo dimenticato, una lentezza consapevole capace di tradursi in maggiore contezza dell’agire e dell’avvenire.

Carne poca, solo raramente,
verdure di stagione e legumi quotidianamente,
con cereali integrali (ovviamente).
Se c’è pasta che non sia raffinata,
dall’industria lavorata,
ma semplice e da grani duri antichi derivata.
Quando poi si impasta il pane,
che sia figlio della pasta madre
e preparato in compagnia…
solo così avviene la magia.
E ora, tutti a tavola!
Silenzio, ascoltate…
il cibo è sacro, non parlate.
Non sprecate né chicchi, né parole:
col sorriso sopra il viso,
degustiamo il paradiso.
E per finire con dolcezza,
frutta secca e mele cotte ci fanno una carezza.
Così ogni pasto diventa una festa:
è il compleanno di Madre Natura.
In suo onore accendiamo una candela,
con rispetto e in armonia.
Fino all’ultimo boccone…
Lentamente, mastichiamo…
così sia.