Si incontra spesso nell’immaginario collettivo l’idea che i carboidrati siano “nemici” della linea: basta sfogliare una rivista divulgativa e ci si imbatte nella “dieta miracolosa” del momento – tanto peggio se alle porte dell’estate e della prova-costume. Anche nella mia pratica professionale ambulatoriale mi confronto assai frequentemente con persone che provano a perdere peso con soluzioni fai-da-te: quasi sempre basate su uno scarico drastico di carboidrati dalla propria tavola.

Siccome però ogni informazione va letta e interpretata in modo critico, i falsi miti vanno sfatati con forza. Nel contesto di un regime alimentare bilanciato e sano, i carboidrati sono una parte integrante della dieta di tutti i giorni – ove per “dieta” si intende un tipo di stile di vita teso al benessere e al rispetto dei bisogni del proprio corpo.
Bisogna prestare attenzione piuttosto alla QUALITA’ NUTRIZIONALE di tutto ciò che prepariamo e consumiamo, e per comprendere alcune nozioni di base esistono certamente fonti attendibili e letture interessanti per tutti.

Un recente studio pubblicato su Lancet Public Health, rivista di prestigio per il mondo medico, ha valutato l’effetto delle diete povere di carboidrati a livello di mortalità per tutte le cause. Una restrizione eccessiva di carboidrati nella dieta si è rivelata associata ad un aumento della mortalità e anche di morte prematura.
Anche un consumo eccessivo di carboidrati ha evidenziato esiti simili ed è stato invece evidenziata come benefica una quota di carboidrati nell’alimentazione quotidiana in una percentuale di circa il 55% dell’apporto energetico complessivo.
Anche la tipologia di alimenti scelti si è rivelata importante: l’eccesso di grassi e proteine animali a scapito dei carboidrati sembra essere dannoso, al contrario delle fonti di origine vegetale. E’ stato evidenziato ancora una volta il già noto beneficio derivante dal consumo di frutta secca, legumi e farina integrale.

La composizione della dieta, quindi, ha un impatto importantissimo e per nulla trascurabile non solo sulla qualità di vita ma anche sull’aspettativa di vita e rappresenta uno strumento imprescindibile di prevenzione primaria.
Bene quindi bilanciare una dieta senza estremismi, senza cercare “risultati miracolosi” ma conseguendo piuttosto un risultato corretto e costante e dando ampio rilievo alla tipologia e qualità nutrizionale degli alimenti oltre che sul puro conteggio calorico, associandovi un corretto livello di attività fisica. Il tutto in modo altamente individualizzato e bilanciato con l’aiuto di un professionista qualificato – in particolare, in caso di presenza di problematiche patologiche o bisogni particolarmente complessi (tra cui ad esempio la nutrizione nello sportivo professionista, ma non solo), di una figura Medica. Il tutto non solo in età adulta, ma anche per i più piccoli.

 

Bibliografia:

Seidelmann SB, Claggett B, Cheng S, Henglin M, Shah A, Steffen LM, Folsom AR, Rimm EB, Willett WC, Solomon SD. Dietary carbohydrate intake and mortality: a prospective cohort study and meta-analysis. Lancet Public Health. 2018 Sep;3(9):e419-e428