Durante la nostra vita dedichiamo in media il 4% del nostro tempo all’attività fisica e l’11% all’alimentazione, perché sappiamo che questo ci permette di essere in forma e in salute. Ma ci dimentichiamo di un altro elemento fondamentale: circa il 30% del nostro tempo lo dedichiamo al sonno. Dormire è un’attività, e quindi un’attività a cui dobbiamo dedicare del tempo. E dormire bene ci aiuta ad essere in salute.

Esiste un problema di salute non sempre conosciuto e che si chiama “OSAS”, che significa “sindrome delle apnee ostruttive del sonno“. Questa condizione è caratterizzata dall’interruzione del respiro più volte durante il sonno per periodi più o meno prolungati e causa una diminuzione transitoria del contenuto di ossigeno nel sangue.

Come possiamo capire se siamo affetti da questa condizione? Innanzitutto è possibile ricercare alcune caratteristiche comuni a chi ne soffre, ponendoci ad esempio queste domande:

Russi?

Sei in sovrappeso?

Hai un sonno disturbato o che disturba gli altri?

Ti alzi stanco e di giorno fatichi a rimanere sveglio?

Chi si rispecchia in queste domande non dovrebbe trascurare il sonno proprio e quello di chi gli sta vicino e potrebbe rivolgersi ad uno specialista.
Per valutare come una persona dorme, ma soprattutto come respira durante la notte, esiste un esame che si chiama monitoraggio cardiorespiratorio notturno (comunemente chiamato polisonnografia) che si esegue durante la notte direttamente a casa, tramite il posizionamento di due fascette elastiche sul petto e sull’addome, un saturimetro sul dito ed una semplice cannula nasale.

In caso di riscontro di “OSAS” gli adattamenti terapeutici si differenziano a seconda della sua gravità, determinata attraverso apposite scale.
Un’attenzione corretta però, in quasi la totalità dei casi, va posta anche al regime alimentare idoneo – ricordando che una caratteristica tipica di chi presenta questo disturbo è proprio un peso corporeo eccessivo.

Certamente una sinergia di intenti in un percorso multidisciplinare gestito da diverse figure specialistiche è una scelta corretta e completa per la gestione di questa patologia nel modo più completo possibile.

Articolo redatto con la collaborazione di Francesca Francese, 
dottoressa in tecniche di neurofisiopatologia,
esperta in disturbi respiratori nel sonno, Peschiera del Garda (VR)