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[#Social] Festa dei nonni 2018

Beatrice Andreoli No Comments

[#Nutrizione] [#Educazione nutrizionale] Barretta energetica fatta in casa

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Esistono in commercio moltissime tipologie di “barretta”, spesso utilizzate come spuntino o consumate prima dell’attività sportiva. Attenzione però alla loro composizione: spesso contengono molti zuccheri ed altri additivi.

Esistono invece molte alternative che possiamo confezionare facilmente in casa, come la ricetta che propongo di seguito.
Con le dosi indicate è possibile preparare una teglia intera da cuocere in forno, da cui tagliare le barrette una volta raffreddata. Le barrette vanno conservate in frigo e restano fresche e morbide per qualche giorno.


Consiglio la ricetta soprattutto per chi pratica sport, visto l’alto apporto energetico che fornisce.
Non contiene farina né zucchero aggiunto (ma ha gli zuccheri contenuti naturalmente negli ingredienti):

  • 2 banane molto mature e molto morbide
  • una manciata di pinoli
  • 3 uova medie
  • 200 g cocco in polvere
  • 200 g datteri maturi e morbidi

Schiaccia le banane e taglia i datteri snocciolati a pezzettini molto piccoli, poi unisci i due ingredienti e mescola con il cocco e i pinoli. Una volta ottenuta una consistenza omogenea, aggiungi le uova.
Cuoci in forno in una pirofila a 180/200 gradi per circa 25 minuti o fino a quando si formerà sulla superficie una sottile crosticina.
Lascia raffreddare e taglia le barrette.

Possibile anche sostituire i pinoli con scaglie di cioccolato extra fondente o con uvetta passa o con fettine di mela essiccata o con bacche di Goji o di Alchechengio, oppure sostituire i datteri con albicocche disidratate.

Enjoy!

[#Nutrizione] L’alimentazione per i piccolissimi: mangiare all’asilo nido

Beatrice Andreoli No Comments

Dopo aver partecipato a progetti sull’educazione nutrizionale presso la scuola primaria e secondaria, sto ora partecipando con grande piacere alla revisione dei menù per alcuni asili nido.

La corretta alimentazione per i più piccoli rappresenta una base imprescindibile per l’educazione e l’abitudine a gusti e sapori sani e leggeri ed un passaggio fondamentale a garanzia dello stato di salute. Sappiamo bene oggi che un regime alimentare salutare rappresenta uno strumento essenziale di prevenzione primaria e questo va impostato fin dai primi mesi di vita, già a partire dallo svezzamento e per tutta la crescita di bambini e ragazzi.

Il processo di crescita di queste fasi di vita comprende l’avvicinamento a cibi, gusti e consistenze differenti, per cui nostro dovere è fornire al bambino che frequenta il nido – a scuola come a casa – la possibilità di sperimentare sapori genuini e leggeri, con una varietà di alimenti crescente nei mesi e negli anni e comprendente ogni tipo di cibo, secondo i corretti fabbisogni.

Il bambino deve quindi provare, assaggiare, assaporare: non tanto alimenti industriali e “comodi” (soprattutto per gli adulti), quanto ingredienti semplici, contadini, “grezzi” e sani, di certo preparati con gusto ma allo stesso tempo capaci di far abituare al gradimento di sapori “puri”. Gli stessi sapori e alimenti che nel tempo, con differenti modalità e preparazioni, potranno continuare a costituire l’impalcatura di un regime nutrizionale equilibrato e salutare.

Tutto ciò si attua anche come base di partenza per cercare di limitare l’attuale fenomeno dell’obesità infantile, che sta raggiungendo dimensioni allarmanti e che ha pesanti ripercussioni metaboliche, oltre che impatti sulla relazione con il proprio corpo e sulla vita sociale. Per contrastare il fenomeno va insegnata ai ragazzi l’importanza dello stile di vita, senza forzature e possibilmente a livello familiare, in modo da impostare per tutti abitudini nutrizionali corrette e un livello di attività fisica adeguato. Si spera poi che sane abitudini potranno proseguire nel tempo e nella vita della persona, sempre a vantaggio della salute e del benessere.

[#Nutrizione] [#Salute&benessere] Stile di vita e salute

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La rivista statunitense “Cancer research” ha pubblicato un recente studio, condotto da Autori francesi, che conferma il ruolo fondamentale dello stile di vita per la prevenzione delle patologie tumorali.

Si evidenzia in particolare che il 45% circa dei tumori al colon-retto e il 35% circa dei tumori al seno potrebbero essere prevenuti da un’alimentazione sana. Inoltre, si nota come l’associazione di un livello adeguato di attività fisica ad un regime nutrizionale corretto aumenti il beneficio sulla salute.

Questo studio non è l’unico esistente e nella Letteratura scientifica troviamo molte evidenze a sostegno del ruolo dello stile di vita sulla prevenzione delle malattie, ad esclusione di quelle che emergono per cause genetiche.



Uno stile di vita sano comprende in particolare un regime alimentare corretto e un movimento adeguato. Per quanto riguarda il primo punto, i dati più solidi sembrano quelli a sostegno della “dieta mediterranea”, caratterizzata dal consumo – in quantità e proporzioni corrette – di cereali integrali, legumi, pesce, uova, frutta, verdura e olio EVO, con un basso introito di carni rosse o processate e qualche bicchiere di vino. Da evitare i cibi industriali e raffinati, i dolci, i condimenti e l’eccesso di latticini.

Consigliabile poi abbinare anche un po’ di movimento, salvo controindicazioni mediche: anche il fatto che un’attività costante in tutte le settimane dell’anno abbia un valore importante a livello di salute e benessere è ormai confermato. Non esiste uno sport ideale per chiunque, ma chiunque può impostare un’attività adeguata alla propria età e caratteristiche.

Importante, in conclusione, la dovuta attenzione ad alimentazione e movimento a tutela dello stato di salute, senza eccessi, forzature o programmi drastici e temporanei, ma con equilibrio e costanza, a qualsiasi età.

[#Nutrizione] Movimento e salute

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Ho avuto il piacere di conoscere Ramon Gato, ex atleta della nostra nazionale di pallavolo.
Ritirato dall’attività sportiva professionistica, ora si sta dedicando con impegno alla sensibilizzazione delle persone riguardo l’importanza dell’attività fisica per il sostegno di salute e benessere.

Credo si tratti di messaggi importanti e che dobbiamo riscoprire. Moltissime persone non dedicano tempo ed energia ad un movimento quotidiano e fondamentale per la tutela della nostra salute. 
E’ ormai dimostrato che il movimento supporta il metabolismo e fa parte di un corretto stile di vita e della “prevenzione primaria” di molte patologie metaboliche – inoltre risulta anche parte integrante di programmi di terapia in caso di problematiche già diagnosticate.

Lo sport va praticato a tutte le età, dall’infanzia alla vecchiaia, in modi e tempi adeguati alle condizioni della singola persona.

[#Nutrizione] Gestione dell’obesità da parte del MMG

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Con piacere e onore ho partecipato ad un gruppo di lavoro di alcuni MMG (Medici di Medicina Generale) per l’impostazione di uno scritto riguardante la gestione del Paziente obeso nell’ambulatorio del medico di base.

Il lavoro è stato condotto in modo approfondito ma tale da lasciare spazio alla pratica clinica, sottolineando l’importanza di un primo inquadramento della problematica proprio nel contesto della Medicina Generale, con successiva presa in carico e gestione del caso oppure invio a livelli successivi per una collaborazione con altre figure professionali e/o Centri specialistici dedicati.

La problematica dell’obesità sta purtroppo toccando dimensioni epidemiche, in particolare nella società occidentale, andando a riguardare non solo l’età matura ma anche la popolazione pediatrica. Si associa a livello medico ad un rischio aumentato di mortalità e ad altre patologie concomitanti, soprattutto a livello cardiovascolare, epatico e metabolico. Rappresenta inoltre spesso un fattore capace di inficiare la qualità di vita del Paziente, limitandolo nelle attività sociali della vita quotidiana.


La gestione del Paziente obeso non è semplice e richiede un’impostazione attenta, assieme ad un alto livello di comunicazione e condivisione degli obiettivi tra Medico e Paziente. Spesso all’interno della problematica fisica rientrano anche implicazioni socio-affettive, culturali, relazionali, che proprio il cibo – con la sua valenza emotiva, arcaica e relazionale, oltre che “fisica” – sa richiamare.

Dal punto di vista clinico, il Paziente obeso frequentemente presenta comorbidità di vario livello di gravità, talvolta con una terapia farmacologica cronica già in corso per una o più patologie concomitanti, che è necessario conoscere e saper gestire. Ricordiamo che, in caso di diagnosi di obesità (da suddividere poi in diversi livelli di gravità), essa rappresenta di per sé una condizione patologica vera e propria, e non un “difetto estetico”. Questo è uno dei motivi, assieme alla frequente e talvolta elevata complessità clinica del Paziente, che richiede che la sua gestione sia affidata solamente a professionisti qualificati, in particolare a MMG e Medico dietologo o nutrizionista (in casi gravi, nel contesto di Centri specialistici dedicati), possibilmente in un rapporto di dialogo, aggiornamento reciproco e collaborazione.


Spero che quanto prodotto potrà essere utile per il lavoro quotidiano dei Colleghi e che qualche spunto di approfondimento pratico potrà essere valido per una presa del caso positiva e benefica del Paziente affetto da obesità.

 

[#Salute&benessere] 10 ‘burpees’ al giorno

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Quello dell’attività fisica rappresenta un tasto cruciale e difficoltoso per molti.

Se per perdere chili e mantenere un peso ottimale si pensa sempre a dover “mangiare meno” (cosa già di per sé non completamente corretta, poiché serve magari “mangiare meno” ma serve soprattutto, in molti casi, “mangiare meglio”), il fatto di doversi muovere è considerato secondario. Oppure minimizzato, evitato.

D’estate c’è caldo, d’inverno c’è freddo, non è sempre facile organizzarsi e spesso non ci si può ritagliare un tempo sufficiente per poter seguire un corso organizzato da palestre o centri sportivi.

Escludendo persone che non possono dedicarsi a qualsiasi attività fisica a causa di problemi di salute, però, per tutti gli altri l’attività fisica dovrebbe essere quotidiana. Magari iniziando dal salire e scendere le scale senza ascensore, o dal parcheggiare a qualche isolato di distanza dal posto di lavoro per poter camminare una ventina di minuti.

Va affiancata poi un’attività fisica più intensa, da svolgersi in modo regolare e come minimo tre volte a settimana.
Anche in questo caso, non è bene – ma anzi è controindicato – voler strafare, se non allenati. Premia molto di più la costanza, passo per passo.

Una buona abitudine potrebbe essere quella di ritagliarsi 20 minuti al giorno, comodamente a casa propria, a qualsiasi ora (non immediatamente dopo un pasto). Il ritmo inizialmente andrà mantenuto blando, ma nel tempo potrà rinforzarsi:

  • Per 10 minuti, alterniamo 1 minuto di camminata sul posto e 1 minuto di “jumping jacks”
  • Per 5 minuti, facciamo il massimo numero possibile di “burpees” – che all’inizio saranno 5 o 10, ma forse nell’arco di varie settimane arriveremo a 50
  • Per 5 minuti, un po’ di stretching alternando nei diversi giorni i vari segmenti corporei, mantenendo la posizione per 30′ 

L’effetto è assicurato: provare un mese per credere.

[#Omeopatia] Dimissioni da Consiglio Direttivo FIAMO

Beatrice Andreoli No Comments

Ho rassegnato nei giorni scorsi le mie dimissioni dal ruolo di consigliere nazionale della FIAMO (Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati).

Ringrazio vivamente tutti coloro che ho avuto il piacere di conoscere e chi mi ha sostenuta, molti con amicizia e positività. Spero che il mio contributo, per quanto piccolo e transitorio, possa essere stato utile.

Porto con me un ampio bagaglio di osservazione e riflessione, positivo come negativo, di cui farò tesoro. Ciò riguarda soprattutto i molteplici e complessi aspetti di cui è composta la medicina omeopatica, oltre alle posizioni della comunità omeopatica stessa (da alcune delle quali personalmente mi dissocio completamente) nell’ambito di una inevitabile contestualizzazione attuale della disciplina, all’interno di un panorama scientifico in continua evoluzione.

Credo che, per quanto sia corretto concedere ad ogni Paziente di potersi avvalere del contributo terapeutico delle cosiddette MNC (Medicine Non Convenzionali: omeopatia, agopuntura, fitoterapia), cosa che è contemplata in Italia anche dai Codici Deontologici sia di medici che di farmacisti, è soggetta a normativa propria e avviene anche in vari altri Paesi del mondo, il ricorso a tali pratiche mediche debba essere comunque legato a prove di evidenza e non prescindere da una visione oggettiva, accademica e convenzionale del Paziente e della malattia, in “scienza e coscienza”.
Parlando dell’Omeopatia in particolare, è doveroso consolidare la metodologia classica hahnemanniana, ma ciò significa anche confermarla ed eventualmente perfezionarla sulla base delle conoscenze mediche attuali, che duecento anni fa non erano ancora presenti. Questo allontana da prese di posizione rigide e potrebbe permettere un dialogo “integrato”, all’interno di un’unica Medicina e di una visione complessa e individualizzata del Paziente.

Auguro a tutti buon lavoro.

[#Agopuntura] Agopuntura e borsite del gomito

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Un possibile problema dell’articolazione del gomito è rappresentato dalla borsite, che consiste in un problema infiammatorio con versamento a livello della borsa e che si caratterizza da gonfiore locale e spesso dalla presenza di dolore locale. Inoltre la cute può essere arrossata e i movimenti dell’articolazione sono limitati.
La borsa è una struttura anatomica che ha il ruolo di attutire l’attrito tra osso e altri tessuti e che contiene liquido sinoviale, che però in questi casi può aumentare eccessivamente.

In caso di borsite del gomito è necessario effettuare una visita medica per definire esattamente le cause scatenanti e per impostare una corretta strategia terapeutica. Molte volte la patologia nasce a seguito di traumi ripetuti, ma esistono anche patologie internistiche che possono essere alla base del problema (ad esempio diabete, infezioni, problemi di tipo reumatologico e altro, sempre da trattare con la corretta terapia a seconda del caso specifico).

In alcuni casi è possibile impostare anche un trattamento con agopuntura, che comprende all’interno della seduta sia l’infissione di aghi in agopunti locali a livello del gomito, sia in punti a distanza (generalmente sulle gambe e/o sui piedi, ma non solo). Il trattamento con agopuntura può portare alla risoluzione della problematica in poche sedute, soprattutto se non complicata da altri fattori o problemi associati.
La terapia con agopuntura non esclude l’utilizzo di eventuali farmaci assunti per bocca, ad esempio antidolorifici o altri.
In tutti i casi, inoltre, è da associare un adeguato periodo di riposo con astensione da qualsiasi sforzo fisico che coinvolga l’articolazione del gomito.

 

[#Agopuntura] [#Nutrizione] Nuova collaborazione a Verona presso “Polo Salute”

Beatrice Andreoli No Comments

Sono felice di aver instaurato una nuova e positiva collaborazione presso lo studio medico Polo Salute di Verona, situato in Via Achille Sacchi 16 (zona Borgo Trento).

Un ambiente cordiale, giovane, aggiornato, sempre attento alla centralità del Paziente in un contesto multidisciplinare completo e competente.

Per qualsiasi informazione scrivere a info@polosalute.com o chiamare il numero 045 91 33 87.