Ippocrate, il padre della Medicina, ci insegnò che “mangiare senza giudizio quando si è sani significa costruire la propria malattia, mangiare senza giudizio quando si è ammalati significa nutrire la propria malattia”.

Oggi spesso si sente nominare la “dieta mediterranea” come riferimento per mangiare correttamente. Essa viene infatti spesso pubblicizzata come salutare e consigliabile per il sostegno del nostro benessere. Sappiamo però veramente che cosa si intenda con il termine “dieta mediterranea”?

Talvolta si ritiene che questo stile alimentare preveda il consumo frequente di pasta, di pane, di pizza. Ciò non è corretto e va chiarificato.
Ancel Keys fu colui che definì per primo il concetto di “dieta mediterranea”. I cibi che realmente la caratterizzano sono semplici, poco trattati, poco elaborati e di provenienza locale. Si tratta quindi di uno stile alimentare sicuramente soddisfacente per il palato ma allo stesso modo leggero e libero da preparazioni eccessivamente complesse, sano e fantasioso ma sempre nel rispetto di gusti semplici e forse antichi.

Fanno realmente parte della dieta mediterranea i cereali in chicco integrali, le farine da grani antichi ed impastate con lievito madre, la frutta e la verdura di provenienza locali, la frutta secca a guscio, i semi, gli oli vegetali spremuti a freddo (come l’olio EVO), i legumi – non in scatola – e le erbe aromatiche, con una piccola quota di alimenti di origine animale tra cui soprattutto il pesce, secondariamente latte, prodotti caseari e uova, più raramente la carne.



Esiste una mole corposa di studi scientifici che dimostra come questo regime alimentare, se correttamente impostato, può avere beneficio sia nel sostegno della salute che in varie condizioni patologiche: ad esempio ovaio micropolicistico, diabete mellito, sindrome metabolica, tumore al seno o sua prevenzione e molte altre. Si considera in grado di determinare effetti antiossidanti, antinfiammatori ed antiaterosclerotici e di essere cardioprotettiva, indicata come prevenzione per patologia coronarica, stroke e declino cognitivo e benefica per il microbioma intestinale.

Essa inoltre, nel contesto di una crescente preoccupazione per i cambiamenti climatici e la sostenibilità degli stili di vita, è indicata come alimentazione di riferimento a tutela della salute del pianeta. Sembra peraltro anche conveniente dal punto di vista economico. Si rivela versatile e in grado di essere facilmente modificabile anche in base alle preferenze socioculturali.

Sarebbe importante per tutti conoscerne i fondamenti e soprattutto essere o divenire in grado di inserirla in modo reale all’interno del proprio stile-di-vita quotidiano. La dieta mediterranea si può considerare corretta a tutte le età, dalla crescita all’età più matura e alla senilità, in gravidanza e durante l’allattamento al seno. Non deve rappresentare la ‘dieta’ per un periodo, ma una scelta consapevole e senza scadenza.

É importante non improvvisare e non cadere in modalità o programmi falsamente sponsorizzati, spesso questi ultimi inneggiati da chi di salute e di scienza dell’alimentazione non è esperto/a o addirittura non si può occupare. Attenzione quindi a rivolgersi sempre ad una figura qualificata per richiedere programmi e consigli, poiché, così come una dieta corretta può aiutare la nostra salute, allo stesso modo una dieta male impostata se non del tutto sbilanciata può fare realmente dei danni.

La salute inizia anche nel piatto: a livello fisico, emotivo, comportamentale.


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